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Reddito di cittadinanza: la posizione dei partiti in campagna elettorale

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Il Reddito di cittadinanza, da destra a sinistra.

Il Movimento 5 stelle, infatti, punta a rafforzarlo. Ma gli altri schieramenti politici non sembrano sostenere la validità e l’utilità del reddito di cittadinanza. A partire dal centrodestra che vorrebbe abolirlo, fino al centrosinistra che vorrebbe modificarlo: le posizioni delle forze politiche a riguardo.

Nel centrodestra, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni l’aveva già definito, un anno fa, “il metadone di Stato” e il suo parere non sembra cambiato. Il leader della Lega Matteo Salvini proponeva di rivederlo.

Nel programma del centrodestra si parla genericamente di una sostituzione con misure più efficaci. La proposta di FdI è inserire nuovi sussidi di solidarietà solo per chi ha un Isee basso.

Per il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, andrebbe invece ridotta la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza per destinare le risorse che avanzerebbero agli anziani con pensioni basse e agli invalidi.

Il Partito Democratico, nel programma elettorale, propone di “ricalibrare il reddito di cittadinanza” per evitare le storture come “l’ingiustificata penalizzazione delle famiglie numerose e con figli minori”. Necessario, poi, implementare “il sistema con un altro meccanismo: l’integrazione pubblica alla retribuzione in favore dei lavoratori e delle lavoratrici a basso reddito”.

Per il duo Calenda -Renzi, la base è quella tracciata dal premier Mario Draghi, ovvero che si dovrebbe continuare ad aiutare chi non può lavorare. Chi invece può essere occupato e rifiuta l’offerta di lavoro dovrebbe perdere il beneficio.

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