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DDL ZAN: IL VATICANO SI OPPONE

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Passano i giorni, ma le diatribe sul DDL Zan non passano. Questa volta ad intervenire è stato niente meno che lo Stato del Vaticano.Il monsignor Paul Richard Gallagher ha inviato una nota all’ambasciata italiana chiedendo di bloccare e modificare il DDL Zan, poiché “viola il concordato”

Quale Concordato?

Stiamo parlando dei Patti Lateranensi, un trattato stipulato nel 1929 tra lo Stato Vaticano e L’Italia. Con questi patti la Chiesa rinuncia a qualsiasi diritto sul territorio di Roma, ma al contempo si riserva il diritto di tutelare la libertà di aggregazione, pensiero e manifestazione della comunità Cattolica, sempre inerenti all’espressione della propria fede.Il rapporto tra stato è chiesa è sancito dall’art.7 della costituzione che recita:”

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”

Quindi, i Patti Lateranensi restano un atto suscettibile di creare pressioni, poiché hanno valore vincolante all’interno del nostro ordinamento.

Perché il DDL Zan andrebbe contro il concordato?

Il comma 1 dell’articolo 2 dei Patti Lateranensi recita: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”. Il comma 3 assicura “ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Detto così non si capisce il nesso. Tutto ciò vuol dire che, se una congrega Cattolica vuole manifestare contro il DDL Zan, perché la comunità LGBT per loro è “immorale”, secondo la Chiesa Cattolica deve poterlo fare. Il DDL Zan, che punisce comportamenti omo-trans fobici , limiterebbe la Comunità Cattolica nell’espressione di questo genere di pensieri.

Considerazioni

Nessuno potrà mai limitare l’espressione del pensiero altrui,ma nessuno dovrebbe mai frapporsi tra la prosecuzione del processo democratico e il fine ultimo di una Società priva di preconcetti. Il problema non è tanto nel rapporto che c’è tra questi due soggetti, ma le sue conseguenze.

Quante cose la Chiesa non tollera? quanti preconcetti instilla o ha instillato nelle menti dei propri fedeli? Abbiamo davvero intenzione di farci dire cosa pensare da uno Stato che per profitto annebbia le menti dei più fragili? A voi le vostre considerazioni.

Nel 2021 ogni battaglia è una lama a doppio taglio; white washing,black washing, me too, i diritti LGBT, cancel culture; ritengo che non sia più possibile trovare un giusto mezzo tra le parti in causa e questo ci riporta al tema principale. In tutte queste battaglie, l’arma utilizzata è stata quella della “libertà di pensiero” espressa bene o male a seconda dei casi. Se noi dovessimo, per forza o per scelta, cedere alle richieste dello stato Vaticano, ci priveremmo dell’unica arma per combattere: la Libertà di pensiero”. Va specificato che la libertà di pensiero esiste finché non lede i diritti o le libertà altrui.

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